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Scuola. Tra Smemo e Comix il primo giorno è sempre “caro diario…”

Pubblicato il 9 settembre 2013 da Silvia Quaranta
Categorie : Cronache

diario scolastico“Il diario era il mio sciacquanima”, scrive Amelie Nothomb in “Diario di Rondine”. Non si tratta, naturalmente, di un diario scolastico, ma la filosofia non si discosta molto da quella che gli studenti di tutte le epoche hanno sempre applicato. Per i nati negli anni ’80 l’irrinunciabile era la “Smemoranda”. C’erano i cultori che, comunque fosse, la Smemo era una certezza e c’erano gli indecisi che “beh, dipende, com’è la copertina quest’anno?”. Comunque, sia, almeno una volta nel corso della propria carriera scolastica, quella della Smemo era un’esperienza da farsi. Difficile dire se attirasse più la varietà di contenuti, che andava dai fumetti, alle poesie, alle canzoni, perfino articoli ed approfondimenti (utili soprattutto nelle ore di matematica)  o l’ampiezza delle pagine, ideali per contenere tutto ciò che un diario scolastico deve poter accogliere: disegni, biglietti del cinema, dediche delle amiche, testi di canzoni, cartine di caramelle, adesivi, foto.

I compiti? Quelli… Smemoranda! Un buon rapporto qualità/spazio era offerto anche dalla più recente Comix, della Panini, dove, oltre agli articoli ed ai contributi di tutti i personaggi cult contemporanei, trovavano spazio anche i fumetti di Altan, Watterson, Totaro e tanti altri. Ogni tanto rispuntano anche gli intramontabili Shulz e Jacovitti, autori di Linus e del Diario Vitt. Certo, l’umorismo Comix, spesso di una satira tagliente, è in genere molto distante da quello bonario ed un po’ ingenuo di Jacovitti, padre dello strambo cowboy Cocco Bill e del suo più assennato cavallo. Correva, all’atto di battesimo, l’anno 1949, i tempi d’oro di Joe di Maggio, che ancora non aveva sposato Marilyn Monroe. Non molto tempo dopo si sarebbe imposto Linus, capolavoro d’ironia e tenerezza.

Più o meno in contemporanea, siamo negli anni ’70, il monopolio di Cocco Bill era stato interrotto anche da una serie di diari più o meno politicizzati: il Diario Italia e quello Balilla, per la giovane destra; la Nera Agenda e l’Agenda Rossa (poi Agenda Rock) per aspiranti anarchici e sinistrorsi. Il successo non fu eclatante se non, forse, nell’immediato post ’68.

A tanti anni di distanza, passando per librerie e cartolerie, il panorama non sembra cambiato poi molto: la Smemoranda e la Comix, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, fanno ancora da padrone indiscusse. La scoperta, almeno per i nati negli anni ’80, è accompagnata da un appagante respiro di sollievo: non siamo ancora poi così vecchi. Gli altri possono consolarsi pensando che, anche se non si vendono più Linus e il Diario Vitt, in fondo cambia la copertina, ma non il contenuto. E i tanti professori che vorrebbero le pagine di un ordinato bianco, interrotto solo dai compiti per il giorno dopo, dovranno rassegnarsi: per gli impegni, un giorno, verrà l’agenda. Quello di scuola è un diario.

Di Silvia Quaranta

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