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Il caso. La salma di Battisti sarà traslata da Molteno: lontano dalla ribalta anche da morto

Pubblicato il 5 settembre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Musica

lucio battistiE’ destino dei migliori far parlare di sé e dividere anche dopo la morte. Lucio Battisti è stato uno dei più grandi cantautori italiani e dopo 15 anni esatti dalla sua scomparsa, la decisione della moglie e del figlio di traslare la salma dal cimitero dove oggi riposa, a Molteno, sta creando molte polemiche, soprattutto se si avvererà la voce secondo cui la famiglia vorrebbe cremarlo.

I fan, che si recano sempre numerosi in pellegrinaggio al cimitero in provincia di Lecco, sono piuttosto arrabbiati e non capiscono perché, ancora una volta, i familiari del cantante vogliano allontanarlo dal pubblico, mentre il figlio fa sapere che, siccome sia lui che la madre vivono ormai lontani, vogliono traslare il corpo in un luogo più vicino ad entrambi. In realtà la decisione è in linea sia con le scelte di Battisti quando era ancora vivo, che con il comportamento della famiglia subito dopo la morte dell’artista.

La moglie e il figlio hanno sempre cercato di smorzare il ricordo pubblico del caro estinto, tanto da entrare in causa con il comune di Molteno nel 2009, per cercare di proibire il festival annuale dedicato alla memoria del cantante.

Un rapporto con i media abbastanza difficile, riconducibile agli anni del successo, in cui Lucio Battisti diventò un’icona dell’Italia di fine anni ’70. Con il successo però arrivarono anche l’attenzione dei giornali scandalistici, il gossip e l’intromissione nella vita privata della famiglia. Sembra che addirittura quando nacque il figlio, Luca, dei fotografi piombarono in clinica a fotografarlo. Da quel momento Battisti si isolò dai media, i quali non rispettarono la sua decisione e diffusero sul suo conto ogni sorta di maldicenza.

La decisione di sparire dalle scene, come fu probabilmente per Mina (che per la sua gravidanza fuori dal matrimonio venne letteralmente crocifissa dall’ipocrita Italia puritana), va addebitata quindi all’invasività del circuito mediatico che già all’epoca cercava di lucrare sulla vita privata delle persone, anche se sono morte. Addirittura subito dopo la scomparsa, nel 1998, i giornalisti diffusero la voce che la famiglia Battisti si era allontanata dalle scene per l’adesione alla congregazione dei Testimoni di Geova, fatto smentito dalla congregazione stessa.

I professionisti del gossip non capiranno mai, probabilmente, che un artista vero, quale era Lucio, che voleva essere giudicato per la sua musica, non per la sua vita privata, non aveva alcun bisogno di campeggiare sui quotidiani scandalistici per avere successo e che, probabilmente, chi fa di tutto per apparire sui tabloid non ha molto di artistico.

Di Francesco Filipazzi

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