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L’intervento. Il Fronte della Gioventù su Facebook tra racconti, immagini e storia

Pubblicato il 31 agosto 2013 da Francesco (Ciccio) Ciulla
Categorie : La Destra riparte da...

fronte“…ponimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio…” Cantico de Cantici

«Cari camerati, benvenuti nel gruppo del Fronte della Gioventù, vorrei solo dirvi che in questo luogo virtuale dovete solo sedervi, come dice Alessio Piccirillo, nel comodo divano dei ricordi ideali, aprirvi e raccontare la vostra esperienza di militanti del Fdg, non abbiate remore, raccontate aneddoti, “battesimi del fuoco”, volantinaggi, cortei, semplici pomeriggi in sezione, amori, liti». Con queste parole si apre il neonato gruppo del Fronte della Gioventù su Facebook: un’iniziativa che ha raccolto, in poco tempo, un’adesione incredibile in termini di contributi, materiale, testimonianza e passione politica.

Il successo dell’iniziativa è frutto di una formula semplice semplice: il coinvolgimento di centinaia di uomini e donne che dal 1972 al 1996 hanno militato in una organizzazione politica giovanile che non dava nessuna prospettiva di vittoria politica, nessuna accettazione sociale, anzi, era sinonimo di “ghettizzazione”, richiedeva sacrifici, rischio fisico. Un’esperienza che ha segnato profondamente le loro vite. La pubblicazione della foto di un corteo, di un volantino, di un comizio oppure l’immagine di una scampagnata rappresenta un tuffo nel passato di ognuno di loro e ciò da origine a commenti, ricordi, a volte anche “sfottò”…

E così a poco a poco escono fuori le immagini di tessere, manifesti, volantini, strumenti di propaganda, che oggi sembrano archeologia industriale, come il ciclostile e scopri che alla sezione Trieste Salario di Roma gli avevano dato anche un nome “Olga” e la scritta che andava messa su ogni volantino che veniva distribuito “ciclostilato in proprio Via…”, altrimenti rischiavi la denuncia per stampa clandestina. E poi la scatola della colla usata per affiggere i manifesti, le tecniche di affissione e l’utilizzo di eventuali “additivi”.

Sul gruppo prendono forma le discussioni sulle iniziative che più hanno coinvolto i militanti: le feste di Spoleto, Assisi e Siracusa (con la presenza storica di Paolo Borsellino) ed i cortei studenteschi, le grandi battaglie, la difesa dell’Identità Nazionale, la lotta ai regimi Sovietici ed Americani.

sandsTra i ricordi si trova anche il sit-in davanti l’albergo romano che ospitava l’allora dittatore Polacco Jaruselky, la protesta a Nettuno contro la visita di George Bush senior, che veniva a celebrare i suoi soldati che “invasero” le spiagge romane, mentre cadeva l’oblio sui soldati italiani che cercavano di impedire quello sbarco.

Che dire, poi, di quel “Arrendetevi siete circondati”, lo slogan scritto nelle magliette usate dai militanti davanti Montecitorio all’epoca di tangentopoli che tanto fece discutere allora? Riccardo Andriani, che allora difese, gratuitamente, tutti i militanti accusati, pubblica l’ordine di perquisizione che un Magistrato ebbe il coraggio di firmare alla ricerca del corpo del reato: quella “pericolosissima” maglietta di cotone! Va da sé che i “regimi” (come quello della Prima repubblica) quando sono agli sgoccioli riescono a produrre azioni tanto aberranti quanto ridicole.

tangentopoli

Poi c’è Germano che scrive: “Essendo nato nel 1992, appena 21 anni fa, non ho avuto modo di conoscere e vivere gli anni del Fronte della Gioventù. Tutto quello che so, lo so per sentito dire, perché mi sono documentato, perché mio padre ne fece parte e lì dentro diventò un uomo, insieme a tanti altri ragazzi che forse adesso fanno parte di questo gruppo su facebook… Oggi mio padre non c’è più, ma so per certo cosa penserebbe oggi… Penserebbe le stesse cose, avrebbe le stesse speranze, gli stessi sogni, la stessa rabbia che aveva a 16 anni… A mio padre piaceva particolarmente una frase di una canzone dei 270bis, che la maggior parte di voi, presumo, conoscerà: Ho sognato che eravamo un unico destino, un solo canto unanime, su un unico cammino… Non più impegnati a redigere barriere, per servire gli interessi di assetati di potere… Non più divisi, un’unica realtà, un’unica bandiera, di una sola identità. E per me fare parte di questo gruppo è un onore.” E capisci che l’esempio di un Padre vale più di mille parole.

Il gruppo partito un po’ in sordina, oggi veleggia sulle cento adesioni al giorno, un po’ come il richiamo del corno che, lontano, attutito magari da altri suoni e rumori, è oggi invece sempre più forte, chiaro e limpido e sta chiamando a raccolta la “Compagnia”, che per citare una frase di una canzone, che forse ad alcuni può sembrare un po’ scontata: Non si scioglierà mai la Compagnia, anche se qualcuno non è più sulla via”

Il gruppo nasce casualmente in contemporanea all’uscita del libro Colle Oppio Vigila “romanzo militante” scritto da Fabrizio Crivellari e del volume curato da Alessandro Amorese sul Fronte della Gioventù che uscirà ad ottobre. Ad oggi è questo l’obiettivo del gruppo: far rincontrare persone che non si vedono da vent’anni, riallacciare le antiche amicizie e forse chissà scoprire dopo vent’anni dal suo scioglimento che in Italia c’è stata e c’è ancora una Comunità.  Il resto leggetelo da voi andando sul gruppo.

Ecco il link:

https://www.facebook.com/groups/148116995290741/

Di Francesco (Ciccio) Ciulla

3 risposte a L’intervento. Il Fronte della Gioventù su Facebook tra racconti, immagini e storia

  1. Salvatore on. Tatarella che non sia diverso il nostro modo di intenderci di destra?
    Neanche noi siamo fascisti ,nè,figuriamoci,democristiani.Forse non vogliamo avere a che fare con voi….aria pulita e …nuova:niente contatti di alcun genere col passato,ragazzi, ve lo dice un 67enne che ha fatto parte del Fronte.Aveva ragione Rauti quando disse ai “vincitori””Trasformerete questo partito in una vecchia baldracca”.Hanno fatto di peggio….

  2. L’on. Tatarella, così attento all’attualizzazione degli appellativi (Camerati? Nel 2013? Non sia mai…) non si è accorto che la sua fondazione si muove con oltre 10 anni di ritardo? C’è la Fondazione Spirito-De Felice che agli archivi delle destra sta lavorando da anni…

  3. Definirsi “di destra” non vuol dire nulla di chiaro… lo dimostra il fatto che, poche righe sopra, la stessa persona ha parlato di “archivio delle destre” (utilizzando il plurale).

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