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Il caso. “La tassazione sulla prima casa non è abolita”: Fassina svela il trucco? E sull’Iva…

Pubblicato il 31 agosto 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cronache Politica

Stefano FassinaL’approvazione dell’abolizione dell’Imu da parte del governo Letta ha aperto subito una serie di questioni che sembrano minare la stabilità della maggioranza parlamentare.
Mentre Alfano appare in tv trasudando soddisfazione, il Pd cerca infatti di minimizzare il trionfalismo berlusconiano, con Stefano Fassina (economista e sottosegretario all’Economia) che ricorda come l’abolizione di una tassa deve portare per forza all’introduzione di un’altra, in questo caso all’aumento dell’IVA e che comunque la tassa sulla prima casa non è abolita.

Lo scrive direttamente sull’Huffington Post, su cui tiene un blog personale: “Il PdL ha ottenuto una parte delle sue priorità. Noi abbiamo realizzato parte delle nostre. […]È giusta anche la conferma della tassazione della prima casa. Infatti, è abolita l’Imu. Non è abolita la tassazione sulla prima casa. Non per sadismo comunista, ma per evitare di tagliare servizi fondamentali o caricare ulteriormente sul piano fiscale i produttori, ossia il reddito da lavoro e di impresa.”

Successivamente passa a spiegare cosa dovrebbe succedere secondo lui per compensare l’Imu di quest’anno: “Le parti sbagliate [del decreto] riguardano l’intervento sull’Imu per il 2013, in particolare la cancellazione per tutti della prima rata “saltata” a giugno scorso: in una fase così difficile, dedicare un miliardo per eliminare l’Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell’aumento dell’Iva previsto, oramai irrimediabilmente grazie alla “vittoria” del PdL sull’Imu, per il 1 ottobre.”

La sua esternazione non ha mancato di sollevare polemiche, provenienti sia dal Pdl, con Brunetta che lo accusa di straparlare, che dalla Confcommercio che stima, come conseguenza di una eventuale IVA al 22%, la perdita di 10 mila posti di lavoro e ovviamente un aumento dei prezzi. E anche imbarazzi, dato che smentisce l’intenzione dello stesso premier Letta che sull’Iva ancora non ha preso una decisione chiara.

Certo ripescando un articolo dell’Unità di giugno, fa sorridere leggere che lo stesso sottosegretario-blogger dichiarava che l’aumento dell’iva andasse scongiurato a tutti i costi perché “quel punto in più sarebbe un colpo terribile a un Paese piegato”.

@cescofilip

Di Francesco Filipazzi

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