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L’intervista. Fidanza (eurodeputato Fdi): “La Siria? La guerra è buona se la fa Obama”

Pubblicato il 28 agosto 2013 da Michele Chicco
Categorie : Esteri

siriaOnorevole Fidanza, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna sono pronti ad attaccare la Siria. L’Italia per il momento non sembra disposta a concedere le basi e la Bonino ha detto che l’appoggio italiano non sarebbe certo nemmeno se l’Onu dovesse approvare l’azione militare. Lei si dice assolutamente contrario all’attacco. La soddisfa la posizione del governo italiano?

La posizione del governo parte dal fatto che nessuno ci ha chiesto niente per ora. Il problema si porrà quando l’attacco chirurgico non darà i frutti sperati e bisognerà passare ad una operazione militare più dura. A quel punto ci chiederanno un impegno maggiore; non come forze sul campo, ma quanto meno con le basi. Bisogna vedere se a quel punto la posizione del governo rimarrà solida oppure sarà costretta a vacillare.

La sua posizione personale coincide con quella del suo partito, Fratelli d’Italia. Perché l’occidente dovrebbe seguire la vostra linea?

Perché è una situazione che abbiamo già vissuto. L’Iraq e le Primavere Arabe ci hanno dimostrato che questi interventi sono volti unicamente a spianare la strada ai fondamentalisti. Oggi rischiamo di andare incontro ad un’operazione simile a quella dell’Iraq ma in un’area molto più rischiosa.

Barak Obama, già premio nobel per la pace, pare stia usando gli stessi argomenti persuasivi del suo predecessore, George Bush.

Stesse pistole fumanti mai trovate, anche. Quanto meno bisognerebbe avere il beneficio del dubbio e aspettare il responso degli ispettori Onu. Siamo di fronte allo stesso tipo di metodologia comunicativa e diplomatica. Purtroppo anche l’esito rischia di essere uguale, se non peggiore. Il paradosso è che non vedo bandiere arcobaleno in giro e la sinistra italiana dimostra ancora una volta la sua incoerenza: una guerra è buona se la fa Obama, cattiva se è di George W.

Fidanza, ci ritroviamo, dopo le guerre in Iraq e in Libia, ancora ad affrontare dinamiche politiche simili. Da parlamentare europeo cosa crede sia necessario fare per scongiurare altre derive militariste?

Sono piuttosto pessimista. Proprio oggi abbiamo tenuto una riunione in commissione esteri e c’è stata una posizione ampiamente condivisa sulla necessaria cautela e sul dover ricercare una soluzione politica. Ma questa scelta dell’Europa è solo il minimo comune denominatore, perché non si può essere d accordo su niente di più: questo è solo buon senso sul quale tutti si possono trovare d’accordo. Chiaramente le posizioni assunte dalla Ue diventano senza concretezza quando Francia e Gran Bretagna decidono di far da sole, nonostante la decisione comune. Adesso siamo davanti all’impossibilità di costruire una politica estera unitaria in Europa.

Per il futuro, l’Unione Europea dovrebbe ripensare alla propria politica estera?

Bisogna ripartire dallo spirito del vertice di ‘Pratica di mare’ tra Nato e Russia. Quell’incontro fu tenuto per costruire una cooperazione sui grandi dossier internazionali tra le potenze. Da lì era iniziato un percorso che andava nella giusta direzione ed è da lì che si deve ripartire, da quello spirito di collaborazione tra Nato e Russia. Impossibile se le posizioni di partenza sono queste.

 

@mchicco

Di Michele Chicco

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