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La sinistra (radicale) scopre in ritardo il favoloso mondo di Frodo Baggins

Pubblicato il 2 agosto 2012 da Riccardo Zampagna
Categorie : Cultura
Tolkien ha nuovi e inaspettati appassionati lettori. Dove? A sinistra. Finalmente, verrebbe da dire…
La Wu Ming Foundation (http://www.wumingfoundation.com ) è un canale di approfondimento  della sinistra radicale, i cui contenuti spaziano dalla storia alla politica attuale, fino a musica, costume, letteratura. Una rapida ricerca interattiva permette di comprendere lo spirito e le iniziative del collettivo di scrittori: dal 2000 al 2010 più di seicento eventi di promozione culturale. Un bel record non c’è che dire. Nel 2009 il sito della fondazione ha pubblicato il resoconto di una serata dedicata al fantasy, più precisamente alla figura di John Ronald R. Tolkien, autore noto al grande pubblico per uno tra i più celebri romanzi del XX secolo, Il signore degli anelli.
 
Inglese nato in Sudafrica, classe 1892, filologo e linguista, Tolkien è un importante studioso della lingua anglosassone. Sin dalla giovane età mostra interesse e grande capacità di apprendimento per il latino, il greco e  il gotico. Ufficiale di fanteria durante la I Guerra Mondiale, partecipa alla terribile battaglia della Somme; nel 1921 è professore presso l’Università di Leeds mentre, dal ’25 al ’49, ricopre la cattedra di docente di lingua inglese e letteratura medievale a Oxford. I testi fantasy Il Signore degli Anelli (1970) e Lo Hobbit (1973) sono frutto della passione sterminata dello scrittore per miti, eroi e divinità dell’Olimpo nordico, passione accompagnata da una ricerca approfondita e metodica di lingua, cultura e storia dei popoli scandinavi e germanici.
E qui arriviamo al dunque. Il resoconto di Wu Ming è riferito all’evento Tolkien l’antinazista curato dalla Legione romana degli arditi del popolo, formazione dell’estrema sinistra che, nel nome, si richiama alle squadre d’azione socialiste che nel ’21 si opponevano alle camicie nere. Affianco all’attività politica in strada questo gruppo cura l’approfondimento di tematiche culturali sovente in contrasto con lo stesso ambiente di sinistra: Tolkien e D’Annunzio ne sono esempi emblematici. Fino a un decennio fa parlare di hobbit, nani, troll, legionari, Disperata e Guido Keller avrebbe generato in un interlocutore antagonista un feroce attacco di orticaria. D’Annunzio? Un ‘poetuncolo’ pervertito e un po’ troppo nazionalista; Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli? Letture di serie B da lasciare ai fasci. Definizioni superficiali e scontate di chi teneva in considerazione solo testi ideologicamente impegnati: autori avversi ai regimi sudamericani, rivoluzionari cubani o capi guerriglieri come il generale Giap. Leggere sì, ma leggere impegnato, con uno scopo sociale e rivoluzionario.
Troll, orchi, irredentismo e MAS? Argomenti da kindergarten. Errore madornale sia sotto il profilo culturale che strategico: una trilogia hollywoodiana e un’analisi più attenta della complessa esperienza di Fiume hanno fatto comprendere lo sbaglio di non aver dato il giusto peso in passato a contenuti diventati da lì a pochi anni (secondo una paranoia ben radicata nella sinistra) patrimonio esclusivo della destra.
Tolkien di sinistra o di destra? Nessuno a destra ha mai ipotizzato che Frodo e Sam fossero volontari delle Waffen SS o che Terra di Mezzo stesse in realtà per Terza via. I valori nobili di fratellanza, coraggio, attaccamento a terra e tradizioni, amicizia avevano colpito il cuore di molti militanti del Fronte della Gioventù e del Fuan che subito si erano innamorati di quelle letture eroico-fantastiche. Sostenere nel 2012 che la destra si sia appropriata di D’Annunzio e dello Hobbit è una forzatura: il poeta dell’impresa di Fiume e la Compagnia dell’Anello sono un pezzo di storia italiana e una pagina folgorante di narrativa mondiale che non possono e non devono avere alcuna sfumatura politica, poiché rappresentano un patrimonio comune dell’umanità. La sinistra (radicale) ha iniziato a leggere le storie di Frodo solo negli ultimi anni? Benvenuta nella Contea.
Di Riccardo Zampagna

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