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L’intervento. Ripartire da destra? Dopo la nullocrazia è tempo di agire nella cultura

Pubblicato il 5 settembre 2013 da Dalmazio Frau
Categorie : La Destra riparte da...

destraIl problema della “destra” italiana è fondamentalmente uno: la mediocrità. Specie quella culturale e dunque l’assenza quasi totale di ingegno, immaginazione e cratività oltre che di “saper fare”.

Questo è avvenuto prima e riaccadrà inesorabilmente se si riformerà una sedicente “nuova destra ocomecazzarolavoletechiamarla”. Le persone sono sempre le stesse. Idee poche e mai originali, arroganza, presunzione e sovrastima delle proprie capacità fuori scala.

Non bastano i giornali on line né i “manifesti” intellettuali che sono tutto fuorché veri ed efficaci manifesti che orientino al fare e non basati su condivisibili ma ovvi punti ideali. Né serviranno mai i “tesoretti” con cui si vorrebbero compiere operazioni definite culturali già stantie prima di essere varate. La Cultura è uno stato dell’anima che ha per fine ultimo il benessere del cittadino, il far sì che non si viva “come bruti”.

Quando gli amministratori comprenderanno che il Tesoro dello Stato è quello Artistico e Culturale, forse avranno la possibilità di capitalizzare un introito economico che se ne impippa di ogni altra tassa. Cultura non è il solito refrain elettorale del “riscopriamo i miti tolkieniani”, o le citazioni di autori mai letti – sempre gli stessi– da Chesterton a Pound.

La destra ha avuto occasioni splendide, in passato, di poter ri-costruire una base culturale, ma non ne è stata capace, o piuttosto verrebbe da pensare che non l’abbia voluto fare perché era più comodo così. Ha snobbato tutti gli uomini d’”intelletto”, relegandoli nella penombra, perché in realtà scomodi, non organici, incontrollabili in quanto non “liberi pensatori” ma Pensatori Liberi. La Cultura esiste, là fuori, scevra da tessere di partito. Cosa si aspetta a coinvolgerla? Un’altra debacle? Un’altra vittoria del relativismo etico ed estetico della sinistra?

Tra il XV ed il XVI secolo i Papi ed i Principi, ovvero coloro che amministravano la res publica di allora , seppero intelligentemente utilizzare gli artisti e gli intellettuali per aumentare il loro prestigio e migliorare il benessere dei popoli ad essi soggetti. Oggi? L’esatto contrario.

destraComplimenti cari camerati. Chi ignora l’antico adagio che recita “senza arte né parte”, sappia che si intendeva che soltanto chi ha competenza e sapienza in un’”arte” poteva avere “parte” all’amministrazione della cosa pubblica. Alla “nullocrazia” si è sostituita spesso una “mediocrazia” proprio nelle file della destra, dove i mediocri gestiscono un potere, non soltanto riuscendo a non far nulla ma perpetrando danni oltreché agli altri a loro stessi.

Nessuna voce si è levata da destra a dichiararsi per la salvaguardia di Pompei – non è forse “Tradizione” quella? – né sull’abbandono dei “Bronzi di Riace”, né sullo stato di Ostia Antica e neppure sullo scempio di Via Giulia a Roma. Evidentemente la “teca” di Meier dell’Ara Pacis non ha insegnato nulla. Chiacchiere senza distintivo, parlare senza agire, non ci interessano più.

Di Dalmazio Frau

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