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Torino. Le sofferenze del popolo granata: dopo Ogbonna alla Juve ecco il caso Maresca

Pubblicato il 23 agosto 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

MarescaNemmeno il tempo di digerire il voltafaccia di Angelo Ogbonna ed ecco che i tifosi torinisti devono fare i conti con un nuovo caso mercato, stavolta in ‘entrata’. Nei giorni scorsi è trapelata la notizia che il Toro sarebbe in procinto di ingaggiare Enzo Maresca, centrocampista giramondo con un pedigree europeo di tutto rispetto. Ma c’è un impedimento a questo matrimonio che non s’ha da fare, e per di più grosso quanto una casa: il mediano ha fatto le corna al Torino.

Non c’entra niente l’infedeltà coniugale: più semplicemente Maresca, all’epoca della sua militanza tra gli odiati ‘gobbi’ della Juventus, segnò un gol durante il derby e, preso dall’euforia di aver segnato nella partita più importante ed attesa dalla Torino sportiva, esultò mimando il torello sotto la curva granata. Un affronto (sportivo) peggiore, Maresca, non avrebbe potuto nemmeno immaginarlo. E ovviamente i tifosi del Toro, quel ragazzino scatenato che undici anni fa – per gli amanti di numeri, date e statistiche il fattaccio accadde il 24 febbraio 2002 quando Enzo Maresca agguantò il 2-2 e fece le corna per sfottere un mito moderno granata, il centravanti Marco Ferrante, che così esultava dopo i gol, specie alla Juve –  li derise in mondovisione,  non l’hanno né scordato né perdonato. E adesso non lo vogliono. Un tifoso storico e glamour del Toro come Piero Chiambretti, ha dato via ad un’accesissima discussione su Twitter e, a Studio Sport ha dichiarato, pur smorzando i toni che: «Con tanti giocatori, Petrachi (il ds granata ndr) deve andare a prendere proprio l’unico che ci ha fatto le corna?».

Si tratta del secondo caso che scuote alle fondamenta l’estate pallonara all’ombra della Mole Antonelliana. All’inizio del calciomercato, infatti, il Toro dovette assistere al ‘tradimento’ di Angelo Ogbonna. La colonna d’ebano con la faccia da bravo ragazzo che aveva stregato la metà granata di Torino si accasò alla Juve insistendo per farlo. Al presidente Urbano Cairo non rimase altro che trattare e alzare il prezzo strappando pure un buon accordo con la dirigenza juventina a circa 12 milioni di euro. Ma la telenovela non finisce qui perché quel ragazzone che era diventato un simbolo della rinascita granata dopo il lunghissimo decennio (ed oltre..) nell’inferno altalenante tra serie A e serie B, adeguandosi al palloso stile Ibrahimovic pensò subito di dichiarare urbi et orbi che la Juve era il suo sogno da bambino. Con queste premesse, ed anche grazie al fedifrago Ogbonna, a Maresca non basterà di certo la ‘degobbizzazione’ cui si sottopose a Firenze…

Di Giovanni Vasso

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