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Il caso. L’Unità non paga i collaboratori. La protesta: “Il Pd non era vicino ai lavoratori?”

Pubblicato il 20 agosto 2013 da Redazione
Categorie : Cronache

Unità speciale p1Dopo una serie di appelli inascoltati, il coordinamento dei collaboratori dell’Unità ha scritto al Partito Democratico e al segretario Guglielmo Epifani perché si impegnino per risolvere la querelle e l’editore saldi gli arretrati con i giornalisti.

Ecco la lettera.

I lavoratori dell’Unità dopo diversi infruttuosi tentativi si appellano al Pd perché ristabilisca i loro più elementari diritti. I collaboratori dell’Unità, attualmente, si vedono privati di sette mensilità delle loro retribuzioni che l’azienda pare non avere nessuna intenzione di saldare. Si parla di cifre che, per ogni collaboratore, arrivano fino a 9.000 euro. L’ultimo pagamento è avvenuto a maggio e riguardava il mese di novembre 2012. Da tre mesi i collaboratori non ricevono nessun pagamento, nonostante quotidiane sollecitazioni all’azienda e all’ad Fabrizio Meli, perciò sono ormai allo stremo. In più le redazioni di Bologna e Firenze hanno chiuso le cronache, quindi diversi collaboratori si ritrovano senza lavoro e in più con un credito di migliaia di euro, mentre sembra sempre più lontano un rilancio della testata.

A questo punto chiediamo con forza al segretario del Pd, Guglielmo Epifani, a tutti i parlamentari Pd e a tutti i dirigenti Pd di porre fine a questa vergogna. Non riteniamo possibile che il Pd stia a guardare mentre un’azienda di cui è azionista affama i suoi lavoratori e nega loro il diritto basilare e imprescindibile della retribuzione del lavoro svolto.

Chiediamo al Pd che si attivi immediatamente perché vengano saldati i debiti che la società Nie ha nei confronti dei collaboratori. Un partito che fa dei propri valori fondanti la difesa del lavoro non può permettere che proprio un’azienda di cui è azionista calpesti in modo così plateale i suoi lavoratori.

Se non avremmo delle risposte celeri e non ci sarà una pronta risoluzione della vicenda, nostro malgrado e con rammarico, saremo costretti a concludere che il Pd non ha interesse a difendere i diritti dei suoi stessi lavoratori, lavoratori che operano proprio in una delle realtà più vicine al partito che ha vincoli di azionariato e di vicinanza politica con la testata. Sarebbe un comportamento vergognoso che siamo sicuri il Pd non vorrà mettere in pratica.
Aspettiamo risposte efficaci e immediate
Il Coordinamento dei Collaboratori dell’Unità

Di Redazione

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