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Il caso. Vietata ai tifosi della Lazio la trasferta a Londra contro il Crystal Palace

Pubblicato il 9 agosto 2013 da Gazza
Categorie : Sport/identità/passioni

crystal-lazioFermate i tifosi della Lazio. Botteghini serrati per i sostenitori laziali che non potranno assistere all’amichevole in programma nelle prossime ore tra i biancocelesti ed il Crystal Palace. Ma non è tutto: per acquistare un biglietto per la sfida tra le aquile romane e quelle londinesi appena tornate in Premier League a discapito del Watford di Gianfranco Zola, occorrerà “avere una consolidata storia di presenze allo stadio Selhurst Park. In parole povere niente tifosi ospiti, nemmeno se si presentano direttamente al botteghino e pagano le cinque sterline di sovrapprezzo per l’acquisto del tagliando d’ingresso nel giorno stesso della partita.

“Tutte le parti hanno deciso di comune accordo così” recitano cinque righe sul sito ufficiale dei rossoblu inglesi. A mettere il veto sulla presenza dei laziali a Londra è stata la polizia Metropolitana, la ‘Met’ che peraltro, in questi giorni, si è guadagnata le prime pagine dei giornali britannici per aver chiesto indennizzato e chiesto scusa alla vedova ed ai familiari di Ian Tomlinson, uno strillone 47enne rimasto ucciso il primo aprile del 2009 mentre rientrava a casa dal lavoro dopo essere stato colpito ad una gamba e poi messo a terra da Simon Harwood, agente della Met in servizio in quel momento nella City della capitale inglese che lo aveva scambiato per uno dei manifestanti contro il summit del G-20.

Secondo la Met ci sono informazioni che fanno propendere per il ‘no’ alla trasferta dei sostenitori della Lazio in terra londinese. Non lo dice nessuno, ma tutti lo pensano: a pesare sono, o sarebbero, gli scontri avvenuti a Roma con alcuni tifosi del Tottenham. Che, peraltro, in questi giorni è pure diventato un obiettivo sensibile e strategico per la lotta al terrorismo, vera e propria ossessione nel mondo anglo-sassone. Infatti, uno dei maggiorenti di Al Qaeda avrebbe lanciato da un blog la sua fatwa contro il gioco al rialzo che la proprietà degli Hotspurs sta facendo con il Real Madrid per il talentuoso (e tanto, ma tanto sopravvalutato) Garreth Bale. “Avidi mercanti ebrei sarete puniti per la vostra cupidigia” ha tuonato lo yemenita Ahmed al Dossari scagliandosi contro i manager del club rappresentativo della comunità semitica del centro di Londra che sono arrivati a chiedere 100 e passa milioni di euro per il gallese che rifilò tre reti all’Inter in Champions League, qualche anno fa, imponendosi all’attenzione del grande calcio europeo.

Però, tutti questi dettagli, le congetture e le notizie slegate ancora non ci permettono di capire quali siano i veri motivi del ‘no’ ai tifosi della Lazio. Anche perché, a dircela tutta, se un gruppo di tifosi vuole scontrarsi con quelli del Tottenham non va certo a perdere tempo nello stadio del Crystal Palace. E se vogliono prevenirsi scontri occorrerebbe chiudere e blindare Londra a tutti gli italiani in arrivo dato che, dietro ognuno di loro, potrebbe nascondersi un pericoloso hooligan biancoceleste, magari con tendenze jihadiste. E che fare, a questo punto, con la folta comunità di nostri connazionali che da anni vive ed abita a Londra e dintorni. Chissà quanti laziali si nascondono tra Farrington, Camden Town e Westminster. Magari poi si scoprirà che anche una ex bandiera delle aquile inglesi, l’italiano Attilio Lombardo, ha indossato nella sua carriera di calciatore anche la maglia della Lazio. Chissà, forse vieteranno lo stadio anche a lui.

Di Gazza

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